
Devo dire che nonostante abbia scritto molto di poesia fin da quando ero piccolo, non mi sono mai impegnato altrettanto per la prosa.
Voglio precisare però che mi ritengo tutt'altro che uno scrittore, anzi... per me scrivere, in particolare scrivere in prosa, è un modo per rendere immortali le sensazioni di un attimo o di un periodo, avvenimenti particolari, ricordi che voglio conservare... niente di più. Scrivo essenzialmente per me, ed in genere per chi mi conosce bene, per chi sa comprendere quello che scrivo, che leggendo non mi fraintenderà.
Nonostante ciò, ho voluto pubblicare qualcosa su questo sito... e sarò felicissimo di ricevere pareri, sia complimenti che critiche (costruttive), purchè il commentatore si ricordi che scrivo per puro diletto e non per vincere concorsi o diventare realmente uno scrittore, visto che, purtroppo, il tempo che posso dedicarvi non mi permette di considerarlo, almeno per adesso, più di un hobby.
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DEVIAZIONE
E' un breve racconto, essenzialmente un
thriller, che si basa su una mia esperienza reale, ovvero una visita ad un
edificio abbandonato da tanti anni, a qualche decina di chilometri da dove abito.
Quel giorno rimasi così colpito dal fascino mistico e decadente di quel luogo,
che tornato a casa volli mettere per iscritto le sensazioni che avevo provato
osservandone le finestre sbattute dal vento, attraversando i suoi lunghi
corridoi deteriorati dal tempo, bui e silenziosi, e sbirciando nelle vite di
tante persone che adesso non ci sono più.
Ma ad un certo punto del mio progetto, cambiai
idea e decisi di andare oltre... di volare con la fantasia ed immaginare quello
che quel luogo "sarebbe potuto essere", andare oltre i solidi vincoli della
realtà e del materialismo, costruirvi intorno una serie di coincidenze e fatti
immaginari.
Ho quindi deciso di ripercorrere di nuovo la
mia avventura, ma stavolta sulla carta, appoggiandomi ai miei freschi ricordi per
l'ambientazione, e rimescolando gli indizi e tutte le possibili conseguenze ed
effetti per generare una composizione triste ed ansiosa... un labirinto buio con
le pareti ricoperte di spine.
Questo racconto rimane il ricordo di un'esperienza fantastica.
Preferisco non pubblicarlo direttamente qua, ma chi fosse interessato a leggerlo può mandarmi un'e-mail e glielo invierò volentieri.
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LA STORIA DEL BIVIO
Questa è una riflessione
scaturita da una breve discussione con un mio amico in una serata molto
particolare… Parlando di conoscenze, sogni, progetti e rapporti interpersonali…
Mi sono sentito di
riprendere in mano l’argomento, e costruire una metafora che rendesse l’idea del
pensiero che stavamo componendo quella sera, nella maniera più semplice ma
completa possibile…
L'osservare tutto questo dal punto di vista esposto in
queste righe può essere giudicato molto cinico, come diverse persone mi hanno
fatto notare.
Ma io credo che il cinismo che vi si legge in fondo sia soltanto realismo... Non
sono così simili cinismo e realismo?
Ovviamente, l'argomento di cui parlo è di una
complessità e vastità notevoli, che questa pillola non può far altro che
sfiorare appena. Ma scrivere un trattato era l'ultima delle mie intenzioni... quindi, questo rimane
soltanto un piccolo pensiero.
Nota: Se vogliamo, una lettura
interessante che tocca l'argomento è
la teoria dei suicidi,
esposta nel libro di Hermann Hesse "Il lupo della steppa"... L'ho trovata
bellissima, nella sua semplicità. Illuminante. Ammetto in passato di aver
riflettuto su molte cose grazie a quel libro. Ho saputo interpretare me stesso.
E' stato un passo importante verso il "conoscere me stesso", quel percorso che
sto faticosamente portando avanti da anni ormai, e che... a volte, quando non
hai una famiglia, o una ragazza, o altro per la testa, è l'unica cosa che ti
spinge ad andare avanti. Il "te stesso". Il crescere. Il costruire qualcosa di
sempre nuovo. Dentro di te.
L'avere tutto...
anche quando alla fine, si ha solo se stessi... e tutto il resto è un naufragio.
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SDOPPIAMENTO DI PERSONALITA'
Una nota di qualche pagina riguardo alla personalità contrastante ed ambigua delle persone come me, di chi è perennemente combattuto tra la sua essenza vera, profonda, particolare, e l'immagine di se che deve mostrare agli altri, necessaria nella vita di tutti i giorni per poter avere delle relazioni interpersonali utili, come i rapporti con i professori o i colleghi di lavoro o anche, nel peggiore dei casi, con la propria famiglia.
Non sono molto propenso a farla leggere ad altre persone in quanto può sembrare un delirio, piuttosto che una semplice nota, per chi è una persona "normale" e non comprende le ragioni di tutte questa difficoltà.